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sabato 15 giugno 2019

Quando finalmente non c’è fretta, e non c'è troppo da fare (ma nemmeno ci si passa il tempo ad annoiare); guardando il cielo e le foglie sbatacchiare -

ecco che torna il tempo del passato
e il tempo del futuro
il tempo di sempre.

domenica 28 aprile 2019

Rosso!


martedì 21 settembre 2010

Pausa.

Quando ho iniziato questo blog, mi ero posto un obiettivo minimo: almeno 50 post. Ma anche uno massimo: non più di 150, dopo un po’ si rischia di stufare.
E quindi ci siamo arrivati. Ringrazio chi mi ha seguito fin qui, magari un giorno ne metterò ancora qualcuno. A chi invece piacerebbe leggere qualche post in più oltre quelli che compaiono su questa pagina, consiglio di tornare indietro all’ultima pagina e ricominciare da lì (sono più o meno sempre le stesse cose...). E: ciao a tutti!

lunedì 6 settembre 2010

Polpi e paguri.

Il polpo, animale un tempo protetto da una corazza, da cui si è liberato per essere più libero e veloce nei movimenti in mare (certo, è anche più rischioso).
Il paguro, animale che aggiunge un’ulteriore pesante corazza alla sua, giudicata troppo debole.
Polpo: animale molto intelligente, curioso, emotivo.
Paguro: non pervenuto.

giovedì 29 luglio 2010

Aneddoto disgustoso.

- Ti racconto un aneddoto disgustoso, mi dice mia mamma.
- In chiesa sono seduta di fianco a un vecchio. Per tutto il tempo, non fa altro che pulirsi il cerume delle orecchie e appiccicarlo sotto il sedile. E improvvisamente arriva il momento: scambiatevi un segno di pace!
- Davvero disgustoso! E tu l’hai fatto?
- E certo. Mica potevo andare all’inferno solo per colpa di quello lì.

venerdì 25 giugno 2010

Domenica.

Oggi finalmente non ho niente da fare
Nessun lavoro da finire
Nessuna spesa da comprare
Nessun bambino da accudire
E’ il mio giorno di libertà!

Nessun libro da leggere
Nessun viaggio da fare
Nessun amico da vedere
Nessuna donna da corteggiare
E’ il mio giorno di libertà.

lunedì 7 giugno 2010

Da grande.

Da piccoli si vive la separazione: si è qualcuno a scuola, poi c'è la famiglia, un altro a ginnastica, diverso nella politica, e nella compagnia; e se qualcosa va male da qualche parte, be', c'è sempre modo di compensare.

Da grande sei come un cane alla catena
cercare di dormire, grattarsi il pelo;
ogni tanto qualcosa da mangiare.
Ma quando che qualcuno si avvicina
nun c'è gnente da fa':
devi abbaiare.

mercoledì 12 maggio 2010

Ubriaco di noia.

“Sono ubriaco di noia, mandatemi in Italia ad uccidere il re”. Così un cosacco anarchico dell’esercito rivoluzionario durante una pausa nei combattimenti, tanto per superare il torpore micidiale che lo assale al pensiero della vita ordinaria (dall’Armata a cavallo di Babel).
Destino comune a molti rivoluzionari (noia terribile e ottundente nel post anni ’70).

mercoledì 5 maggio 2010

Il pomeriggio più bello

è quello non concluso.
Siamo dovuti partire presto,
il sole ancora caldo
la gente in spiaggia, il vento
chissà cosa sarebbe successo
in quelle ore.
Niente.




mercoledì 24 marzo 2010

Ecco,

è una bellissima giornata.
Si poteva partire presto, preparare in fretta il necessario,
raccogliere i vestiti, le scarpe, gli zaini, il cibo da mangiare
e poi partire in macchina e camminare ore, in mezzo al bosco e fra le rocce, fino ad arrivare in alto, montagne a perdita d’occhio, il vento, le nuvole lontane
oppure alla fine sdraiarsi sulla spiaggia al sole.
Ma siamo rimasti a casa
il sole dietro alla finestra, mattina e pomeriggio

sul filo del tetto delle case

a
immaginare il mare.

martedì 9 marzo 2010

Liguria

Sentiero coperto da aghi di pino
che scende giù alla spiaggia
d’estate ragazze in costume
i piedi nelle ciabattine
ti perdi verso il bosco -
gambotte abbronzate appoggiate al muretto.
In inverno
il graticcio di paglia è umido
pioviggina, acqua fredda
non c’è in giro nessuno.

mercoledì 24 febbraio 2010

La sindrome della bella ragazza

Chi la corteggia, tende spesso a sottolinearne le doti artistiche e intellettuali. No, non è per la sua bella bocca, per i suoi occhi e le sue tette che le sta dietro, è per la sua genialità, i suoi commenti acuti e divertenti, l’infallibile buon gusto, il guardare lontano, l’essere alla moda, dalla parte giusta. Sicuramente è destinata a grandi cose. Vieni, intanto...
Verso i trenta comincia a chiedersi: ma tutto qui quello che sono riuscita a fare? Non è da me, non è da me questo lavoro banale e faticoso, questa vita di coppia qualsiasi, questa casa così piccola. Ben di meglio, ben di meglio posso aspirare. E, come un bambino prodigio improvvisamente invecchiato, se ne resta un bel po' in questa eterna insoddisfazione.

martedì 2 febbraio 2010

La bellezza dell'Appennino.

Quei paesini sull’Appennino, bui, sporchi, senza niente. Mi chiedevo: che forza ci vuole per restare qui, chissà quale ricca vita interiore. In realtà tirano avanti in qualche modo, con le unghie e con i denti. Stringono i denti e cercano di sopravvivere, ecco tutto.

Un altro giro in montagna: la mattina dopo capodanno, dalla costa dei Ghiffi al Monte Aiona, all'Incisa e passo della Spingarda, e ritorno. Vento prima, neve ghiacciata all'Incisa, sentieri colmi di foglie secche pettinate dal vento, in cui si affonda fino al ginocchio. Sul sentiero di cresta, al ritorno, sorprendentemente abbastanza esposto, tramonto con vista su tutta la Liguria.

lunedì 18 gennaio 2010

Dissacrazione

Come ragazze insicure che si insaccano in goffi vestiti,
e sono solo in cerca di conferma
(se mi amano lo stesso allora valgo; se non mi amano, è perché l’ho voluto io),
chi lascia la religione all’inizio cerca la dissacrazione.

mercoledì 13 gennaio 2010

La mamma.

Mi secca ammetterlo, ma sono un mammone.
Nel senso che se penso a quando sono stato felice, ebbene penso a certe mattine, che ero piccolo, e la mamma mi veniva a svegliare e se ne stava un po’ lì con me seduta sul letto. Fuori era una giornata fredda, umida e grigia, ma che importava? Sicuramente si sarebbe fatto qualcosa di bello assieme.
Non sono mai stato così felice altre volte; forse, solo quando sono stato per la prima volta con una ragazza. Ma lì, quanti problemi, sofferenze e delusioni!
(invece l’infanzia è perfetta, e forse è per questo che ho voluto avere dei bambini, perché fossero felici anche loro)
E se poi penso a quello che vorrei veramente fare nella vita, ebbene è: fare qualcosa che faccia piacere alla mia mamma.
E se penso a come vorrei morire, ebbene è sempre così: abbracciato alla mia mamma, che mi protegge.
Chissà come si seccherebbe se venisse a saperlo!

venerdì 1 gennaio 2010

Lo straniero.

Sentirsi sempre estranei, come in un luogo che non è il tuo: è una forma di autodifesa. Se quel luogo non ti è familiare, se non ci sei affezionato, se non ti ci identifichi: lo potrai sempre lasciare.
Non come tutti quei posti così amati e costretti ad abbandonare; come quelle donne amate, che si sono allontanate; quegli amici, spariti, quei progetti, falliti. L’estraneità è una forma di protezione dal dolore.

lunedì 30 novembre 2009

Sogni ad occhi aperti

La base di quello che facciamo con un certo interesse sono i sogni ad occhi aperti = rêverie. Meglio se più di uno, e differenti: perché non divengano ripetitivi e ossessivi.
I sogni bisogna coltivarli: non devono essere troppo simili alla vita reale; non devono diventare troppo importanti; non si devono fare schiacciare brutalmente contro le cose. Crescere, svilupparsi, e poi svanire al momento giusto.
Per quanto strano, al fondo di una fantasia c'è sempre una cosa semplice, banale, ma vera.

domenica 22 novembre 2009

Quando guardavo la vita dal di fuori.

Mi chiedevo:
Le persone che passano per strada, hanno qualcosa da fare,
la loro è vera vita.
Guardavo e contemplavo
questa loro vita
alla luce del sole
del tardo pomeriggio
sui muri delle case.

Ora passo per le strade,
ho qualche cosa da fare.
E la mia vita è:
noia, fastidio, frenesia
gli stessi pensieri
un grande baccagliare

e niente che varrebbe la pena di guardare.

lunedì 16 novembre 2009

Di tutto quel che ho fatto

non rimarrà più niente.
Niente che qualcuno voglia leggere
nessun disegno da guardare
un edificio in cui abitare
una pratica ben risolta
un certificato compilato.
Niente baci dati, niente sorrisi
conversazioni brillanti, pareri intelligenti.
Ma quel che più mi spiace
nulla di quello che ho sentito
un pomeriggio buio
sdraiato sul letto a rimirare
il sole che passava in fronte al muro
l'aria che correva
qualcosa che al di là non si vedeva
e buonasera.

giovedì 22 ottobre 2009

Mondo cattolico!

E’ un po’ come se ai cattolici piacesse l’uomo di potere un po’ zozzo, corrotto, peccatore. Perché dimostra che lontano da Dio è un mondo cattivo; e perché lascia alla Chiesa il monopolio della civiltà e della salvezza.
“Vieni da me, ti salverò”: è il potente richiamo rivolto sia al potente perduto, sia ai numerosi poveracci da lui afflitti.
Quello di cui diffidano invece è l’onesto, rigoroso, di buoni sentimenti: non è che magari darà l’impressione che ce la si possa cavare da soli? Un po’ troppo poco pecorella, per i loro gusti.