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mercoledì 30 giugno 2010

martedì 2 febbraio 2010

La bellezza dell'Appennino.

Quei paesini sull’Appennino, bui, sporchi, senza niente. Mi chiedevo: che forza ci vuole per restare qui, chissà quale ricca vita interiore. In realtà tirano avanti in qualche modo, con le unghie e con i denti. Stringono i denti e cercano di sopravvivere, ecco tutto.

Un altro giro in montagna: la mattina dopo capodanno, dalla costa dei Ghiffi al Monte Aiona, all'Incisa e passo della Spingarda, e ritorno. Vento prima, neve ghiacciata all'Incisa, sentieri colmi di foglie secche pettinate dal vento, in cui si affonda fino al ginocchio. Sul sentiero di cresta, al ritorno, sorprendentemente abbastanza esposto, tramonto con vista su tutta la Liguria.

mercoledì 21 ottobre 2009

fine.

Ti ringrazio comunque
per tutto ciò che hai fatto
di cui ti sei pentita.
Mi ricordo un bacio
lungo e appassionato
in un pomeriggio
di un giovedì assolato
(qualche pentimento in più
non sarebbe guastato)

lunedì 19 ottobre 2009

Ecco la fine dell'estate.
Pomeriggi arancioni, ombre lunghe, cieli azzurri frescolini.
Corpi sani, abbronzati, si infilano in grossi vestiti.
Vanno verso luci accese di pomeriggio,
studi di cose importanti, mitteleuropee,
e strade bagnate di pioggia.
Nei prati dei parchi
corpi bianchicci e molli
si godranno il primo sole di aprile.

sabato 17 ottobre 2009

Grande rilassamento dalla lettura delle riviste dei fanatici (auto, alpinismo, ecc.). Grandi e metodiche riflessioni sull'uso degli spit o di altri dettagli incomprensibili ai più. Acerrime contrapposizioni su dettagli irrilevanti. Perenne memoria di persone, e tempi, e luoghi, e imprese, fino ai più insignificanti particolari (disse... l'oggetto era...). Quasi un esercizio spirituale.

mercoledì 14 ottobre 2009

I giri sono belli quando sono nuovi, ma partono da luoghi che già si conosce, o simili a luoghi familiari.
La ripetizione non soddisfa, a meno di percorsi rituali (il giro di tutte le mattine di Natale al Sacro Monte, il percorso che si fa tutte le volte che si va a trovare un parente, ecc.).
Straordinaria la noia che si trova fra i due estremi della novità e del rito.

venerdì 9 ottobre 2009

Nel periodo dell' inizio, i soldi non bastano mai. Non si trova posto in albergo. Se si beve una birra, la sera non si può andare al ristorante. Se si ordina un piatto speciale, ci si deve pentire. Sotto quella pergola non ci si può fermare. Bisogna guardare bene il menù prima di ordinare; e comunque dopo una settimana i soldi iniziano a finire e si vede che non ce la si può fare.
Bisogna allontanarsi, verso valli dimenticate, montagne aspre, sentieri solitari; paesaggi severi, pensioni fuori moda, cibi semplici, stanze austere; cibi austeri, stanze semplici, montagne solitarie. E si sta bene. Dopo qualche tempo la svolta: si legge un libro importante, il tempo è passato, le idee sono chiare, si torna cambiati in città.
Nel tempo dell'abbondanza recuperata (quasi), si passa il tempo a comperare. Si beve un'aranciata amara, non soddisfa. Poi un'acqua tonica. Poi si fa un giro. Poi si torna indietro. Il paesaggio è magnifico. Il tempo non passa mai, ci si annoia, ed è troppo poco per rilassarsi veramente. Si spendono soldi inutilmente in alberghi dove non si sa che posata usare, a cosa serve la sauna, e cosa penseranno gli altri dei tuoi vestiti. Non si vede l'ora di tornare.
Nel tempo dell'irresponsabilità (da piccoli con i genitori), si andava in quei posti piacevoli, con colazioni in camera, tavoli sotto la pergola, piatti speciali – è il fatto di avere dovuto smettere a spaventare.

giovedì 8 ottobre 2009

Euforia data dal rischio corso deliberatamente e superato (ad esempio: difficoltà in montagna). E siccome è ragionevole cercare di evitare le avversità, e prevedere i percorsi meno rischiosi, più si è ragionevoli, meno si è euforici. Così l'alternativa è fra la morte e la noia.
“mal che vada non soffriremo”=”ben che vada non ci divertiremo”.

Le cose più interessanti sono sempre sul filo del rasoio - senza essere sicuri di riuscire o fallire - chiedendosi sempre se si ha ragione o torto.
(dove c'è qualcosa che fa paura, lì c'è una cosa che bisogna fare)

lunedì 5 ottobre 2009

Rifugi di montagna vecchi e tristi
a bassa quota
senza nessuno dentro.
Boschi immensi e abbandonati
attraversati da inutili strade
rovinate dall'acqua.
Cemento buttato qua e là sul torrente
molto tempo fa.
Antica frontiera,
stanchezza giuliana.

sabato 3 ottobre 2009

Giri a piedi fra i più belli: da Capanne di Cosola, nella nebbia, freddo, umido (tardo autunno), fino al Monte Carmo, sbucando al sole e al vento. Quando si superano, le nuvole sono come un grande mare, che si muove lentamente e si infrange con enormi onde contro le montagne, al rallentatore. Grandi pennacchi di vapori in controluce. Nessuno in giro. Faggi rossi contorti, e frutti di rosa canina. Al ritorno, di sera, un'inaspettata animazione a Brallo.

giovedì 1 ottobre 2009

La montagna

Anziana contadina intervistata: per il viaggio di nozze, siamo andati a piedi al paese di mio marito: due giorni di viaggio, di vallata in vallata, camminando anche di notte. Lì, un sacco di feste. Poi, finite, siamo tornati a casa, sempre camminando. Sono stati i quattro giorni più belli della mia vita. Dopo, solo un’immensa fatica.